Un Blog, curato e ideato da Giuseppe Cozzolino, che omaggia l'immenso ed unico Principe della Risata, avanguardia di Libri, Video ed Eventi sul Territorio.
NINUZZO PINOCCHIO... Il Video!
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Una delle performance più amate dallo stesso Principe.
Ebbene sì, anche la filmografia del Principe annovera titoli poco riusciti (almeno a nostro personale giudizio). Sebbene anche queste pellicole contengano idee e siparietti gradevoli e siano comunque patrimonio da preservare per qualunque totoista che si rispetti. 1-L'UOMO, LA BESTIA, LA VIRTU' Totò incontra Orson Welles in un tiepido adattamento da Luigi Pirandello. Sulla carta un progetto importante, nei fatti un film fatto di malavoglia da tutti (secondo i racconti di Lucio Fulci, allora aiuto alla regia) e che venne fortemente contestato dagli stessi eredi del celebre scrittore, al punto da ottenerne il ritiro dalle sale. Decisamente superiore l'altra prova pirandelliana del Principe (quella de 'La Patente', episodio del film "Questa è la Vita"). 2-TOTO' E MARCELLINO Il Pablito Calvo di "Marcellino Pane eVino" fa coppia col Principe della Risata per un raccontino strappalacrime, che lascia alquanto indifferenti. 3-G...
Stralcio estratto dal volume IL VENTENNIO D’ORO DEL CINEMA ITALIANO, QUATTRO LUSTRI DI ILLUSTRI, di Ciro Borrelli, Gianmarco Cilento e Domenico Palattella Un grande merito di Mario Monicelli è stato quello di dirigere insieme,per la prima e unica volta, Totò e Anna Magnani, in Risate di gioia (1960). Il soggetto del film, tratto da due romanzi brevi di Moravia, viene inizialmente propostoa Luigi Comencini, che rifiuta. Monicelli, invece, più temerario, corre il rischio e realizza un gioiello, complesso e leggero, orchestrato con superbamaestria; un film che ancora oggi fa ridere e commuovere le platee. Per realizzarlo si serve di Totò che torna a lavorare con lui dopo due anni ( I soliti ignoti ), di Anna Magnani reduce da una candidatura Oscar negli USA per Selvaggio è il vento (l’Oscar come migliore attrice protagonista lo vinse nel 1956 con La rosa tatuata ) e di un giovanissimo attore americano, Ben Gazzara, fortemente voluto dalla Magnani. Tutta la vicenda, o quasi, r...
Una mia riflessione fatta durante il primo incontro “live” di UN TOTO’ AL GIORNO tenutosi alla Libreria Mondadori Rione Alto (Giovedì 15 Novembre, Ore 17) Pensiamo ad un Paese - il nostro - che deve faticosamente risollevarsi dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale con i suoi strascichi orrendi e sanguinosi. Pensiamo a milioni di persone con un domani difficile (quel domani così ben narrato in Ladri di Biciclette ed Umberto D di Vittorio De Sica). I film del Neorealismo non furono mai amati dal grande pubblico, ma non – come qualcuno osò sostenere - per ottusa ignoranza, ma perché per molti era semplicemente assurdo fare un biglietto per ritrovare sullo schermo lo stesso dolore e smarrimento vissuto nella realtà quotidiana. La gente comune al cinema cercava svago, speranza, riscatto. E per questa ragione o si rifugiava nel duello dello sceriffo buono che sconfiggeva il bandito cattivo (così ben descritto in Un Americano a Roma ) o nella risata: la risata di Stanlio ed...
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