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I Giganti Della Commedia: VITTORIO GASSMAN (a cura di Roberta Verde)

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  Diamo il via ad una nuova Rubrica, a cura di Domenico Livigni e Roberta Verde dedicata agli altri straordinari protagonisti della Commedia Italiana, tra Teatro, Cinema e Televisione. ------- “Recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. È una specie di schizofrenia.”  Un mattatore monumentale: questo era Vittorio Gassman di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita, avvenuta a Genova il 1° settembre del 1922. Un attore versatile, magnetico, affascinante, uno dei pilastri della commedia italiana degli anni Sessanta. Artista poliedrico, ha spaziato in tutti i campi artistici, partendo dal teatro con il debutto nel 1943 a Milano, passando per il cinema e approdando in televisione, dove ha partecipato a numerose trasmissioni e caroselli. Una fama la sua che cresce in fretta, grazie soprattutto al suo aspetto da divinità greca: Vittorio Gassman è un uomo alto, prestante, affascinante, vigoroso, altero...

MEMORIE DI TOTO': Macario racconta... (a cura di Domenico Livigni)

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 Nel lontano 1927, una clausola contrattuale legava Macario a Isa Bluette. Proprio per questa ragione, il comico fu costretto a disimpegnarsi con la compagnia di Achille Maresca, con la quale aveva ottenuto successi nazionali con la Rivista  Madama Follia  di Ripp e Bel Ami. Il cavaliere Maresca accettò la sua decisione, però ad una condizione, bisognava trovare un degno sostituto! E fu allora che Macario, bazzicando tra i diversi teatri suburbani di Milano, ebbe il primo avvicinamento con il comico napoletano (Totò), adocchiando in lui una novità comica totalmente conturbante, sensazionale e incontrollabile. La sua presenza in scena era quasi snodata, al punto tale che i suoi lazzi, generati da inesauribili movimenti rotatori, sembravano tanti colpi di frusta, scagliati da un animoso domatore di circo. Un addomesticatore tendente a punzecchiare, per ottenere, come risultato rimbombante, ruggiti ridenti di un pubblico docile. Questa efficienza di lasciare e, nello stesso ...

TOTO' DIXIT ("L'Umiltà")

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Ho composto varie poesie e per A'Livella ho pure vinto un Premio, ma non me ne vanto mai. Una persona che ostenta ciò che ha, non è più amata. La gente, giustamente, si stanca. (da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton, 1996)

TOTO' DIXIT ("La Generosità")

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La gavetta, caratterizzata dalla fame spartita con gli amici, mi ha insegnato a praticare costantemente l'umiltà e ad aiutare, se posso, le persone, e anche gli animali, meno fortunati di me. (Da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton. 1996)