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HO INCONTRATO TOTO': il ricordo di un fan (a cura della Redazione)

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Il 13 Aprile 1967 Umberto Mastrangelo, follower della nostra Pagina, conobbe Totò a Roma due giorni prima della scomparsa durante le riprese del film "Il Padre di Famiglia" in Piazza S.Maria delle Fornaci. C'erano anche Leslie Caron e Nino Manfredi e il cast rimase a pranzare con i frati della parrocchia. Umberto aveva 15 anni ed assieme ad altri amici aveva marinato la scuola lì nei pressi e il Principe si fermò a parlare con loro. Fu cordiale e divertente, indossava sempre gli occhiali scuri ed aveva accanto il suo autista che lo accompagnava sempre. L'esperienza di Umberto è riportata nel libro "Totò: Antonio de Curtis - Il Grande Artista dalla Grande Umanità" di Alberto De Marco e Duilio Paoluzzi.

UN FRAMMENTO DI NINO TARANTO (A cura di Giuseppe Cozzolino)

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(...) Totò era un grossissimo attore, e lo ha dimostrato in teatro più che in cinema, negli spettacoli, nelle riviste. Specialmente le ultime, con Anna Magnani, sono rimaste memorabili. Era un uomo splendido, collega adorabile, buono, caritatevole. Attore di razza, senza invidie, amava circondarsi di attori. E' stato sfortunato con gli sceneggiatori, con gli autori. Se anche nel cinema avesse avuto la fortuna di trovare degli sceneggiatori, dei registi, come era successo in teatro con Galdieri che gli ha cucito i panni addosso avrebbe fatto molto di più di quello che ha fatto. Se fosse nato in America, o in qualunque altra nazione del mondo, avrebbe fatto grandi cose, sarebbe stato un secondo Chaplin. (...) (da www.antoniodecurtis.com)

I Giganti Della Commedia: VITTORIO GASSMAN (a cura di Roberta Verde)

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  Diamo il via ad una nuova Rubrica, a cura di Domenico Livigni e Roberta Verde dedicata agli altri straordinari protagonisti della Commedia Italiana, tra Teatro, Cinema e Televisione. ------- “Recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. È una specie di schizofrenia.”  Un mattatore monumentale: questo era Vittorio Gassman di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita, avvenuta a Genova il 1° settembre del 1922. Un attore versatile, magnetico, affascinante, uno dei pilastri della commedia italiana degli anni Sessanta. Artista poliedrico, ha spaziato in tutti i campi artistici, partendo dal teatro con il debutto nel 1943 a Milano, passando per il cinema e approdando in televisione, dove ha partecipato a numerose trasmissioni e caroselli. Una fama la sua che cresce in fretta, grazie soprattutto al suo aspetto da divinità greca: Vittorio Gassman è un uomo alto, prestante, affascinante, vigoroso, altero...

SCOMPARSA DI UN AMICO... (a cura di Domenico Livigni)

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( Il nostro Collaboratore Domenico Livigni rievoca la reazione di Macario alla notizia della morte di Totò ) 15 aprile 1967. In una provincia del Nord Italia d’un sabato mattina, la compagnia di Erminio Macario si preparava ad un debutto sotto il controllo e la sorveglianza del suo capocomico, sempre pronto a correggere un passo falso o sfacciato. Bastava capire un suo dissapore dall’increspamento della fronte, una fronte spaziosa e a volte liscia che poteva incutere timore e soggezione nei confronti dei suoi artisti e tecnici. Ma la sera, in scena, quella sagoma minuta e severa, lentamente si lasciava sbriciolare dai suoi dissensi e rancori umani, per poi pittarsi addosso un’immagine flessuosa, cristallina e sorniona. Una coppia comica da rivalutare Uno sguardo allo specchio, un po’ di cipria e di matita per gli occhi, per nascondere i tratti e i lineamenti austeri dell’uomo, e una spalmata di brillantina, veloce e mossa, per poi far scivolare come una goccia di sudore...

MEMORIE DI TOTO': Totò e sua Figlia (a cura di Domenico Livigni)

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La figlia di Totò si chiama Liliana, ha sette anni. Non farà l’attrice, dice Totò con fermezza. Ma questa bambina ha la forza innocente della natura: ha provato per ischerzo una scena con il padre durante una pausa e subito Amleto Palermi ha inventato un episodio nel <<San Giovanni decollato>>,  per utilizzare lo straordinario candore di Liliana, che recita senza accorgersene.        Totò genitore si è opposto, ma Liborio Capitani, con le sue celebri amichevoli manate sulle spalle, è riuscito a convincere Totò che non era il caso di essere intransigenti: con gli occhi socchiusi il noto produttore aveva già intravisto, mediante la complicità di Amleto Palermi, un film imperniato su Totò e sua figlia. Crediamo che nel 1941 questo potrà rappresentare, nel film comico italiano, una delle novità più interessanti.                                        ...

MEMORIE DI TOTO': Macario racconta... (a cura di Domenico Livigni)

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 Nel lontano 1927, una clausola contrattuale legava Macario a Isa Bluette. Proprio per questa ragione, il comico fu costretto a disimpegnarsi con la compagnia di Achille Maresca, con la quale aveva ottenuto successi nazionali con la Rivista  Madama Follia  di Ripp e Bel Ami. Il cavaliere Maresca accettò la sua decisione, però ad una condizione, bisognava trovare un degno sostituto! E fu allora che Macario, bazzicando tra i diversi teatri suburbani di Milano, ebbe il primo avvicinamento con il comico napoletano (Totò), adocchiando in lui una novità comica totalmente conturbante, sensazionale e incontrollabile. La sua presenza in scena era quasi snodata, al punto tale che i suoi lazzi, generati da inesauribili movimenti rotatori, sembravano tanti colpi di frusta, scagliati da un animoso domatore di circo. Un addomesticatore tendente a punzecchiare, per ottenere, come risultato rimbombante, ruggiti ridenti di un pubblico docile. Questa efficienza di lasciare e, nello stesso ...

IL MIO PRIMO TOTO' (di Ciro Borrelli)

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Inauguriamo oggi questa Rubrica dedicata al primo ricordo o pellicola totoista dei nostri Followers e Sostenitori. Cominciamo con il ricordo del Totoista DOC Ciro Borrelli. Il primo ricordo che ho di Totò è insieme a Peppino De Filippo. Rivedo un’immagine sfuocata, lontana, in cui sono entrambi seduti su di carro; Totò guida, Peppino gli è accanto. Cantano a squarciagola come due monelli che marinano la scuola, poi Totò ferma il carro dinanzi ad una casa isolata, fa segno a Peppino di dare un’occhiata, poi quest’ultimo tira fuori un sasso dalla tasca e con mira perfetta centra in pieno una finestra. Avrete senz’altro capito che si tratta del film Totò, Peppino e la malafemmina di Camillo Mastrocinque, girato nel 1956. La pellicola che ha consacrato i due mostri sacri...

UN RICORDO DI VITTORIO DE SICA

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Bastano i pochi film buoni che Totò ha fatto, tra i quali per esempio   Guardie e ladri  e il piccolo episodio ne  L'oro di Napoli  a metterne in risalto tutta la straordinaria bravura. Ma a parte l'artista ricordare l'uomo che era Totò mi riempie di commozione: era veramente un gran signore, generoso, anzi, genetosissimo. Arrivava al punto di uscire di casa con un bel po'di soldi in tasca per darli a chi ne aveva bisogno e comunque, a chi glieli chiedeva. Aveva la mania della nobiltà: il primo giorno che lavorai con lui gli domandai: " Devo chiamarla principe o Totò? " Ci pensò un attimo, poi mi rispose: " Mi chiami Totò ". Ma tutti gli altri dovevano chiamarlo principe, e lui da principe, quei principi di cui leggiamo nelle favole, si comportava con tutti e in ogni suo pur minimo gesto, pensiero, atteggiamento. (Frammento da "Totò" di Franca Faldini e Goffredo Fofi, presente su www.antoniodecurtis.com)

MISERIA E NOBILTA' 1 - intro di Giuseppe Cozzolino

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Intro del conduttore/ideatore del Blog GIUSEPPE COZZOLINO al primo appuntamento "live" di UN TOTO' AL GIORNO, tenutosi Giovedì 15 Novembre alle 17 presso la Libreria Mondadori Rione Alto (Ospiti Speciali: ELENA ANTICOLI DE CURTIS e VALERIO CAPRARA)

GLI ACRONIMI DI TOTO' parte 2

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Antonio Barbacane della S.P.A. (Società Posteggiatori Abusivi) da TOTO' PEPPINO E LA DOLCE VITA (1961) di Sergio Corbucci

TOTO' TIFOSO !!!

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Intervenuta nel corso della trasmissione sportiva "Campania Sport", in onda su Canale 21, Liliana De Curtis, figlia del grande Totò ha raccontato della passione del padre per il calcio e più in particolare per il Napoli. "Mio padre era un appassionato di calcio e soprattutto del Napoli. Anche se ai suoi tempi il Napoli non era tra le squadre più forti, lui era comunque molto orgoglioso della squadra della sua città e amava molto ascoltarne le gesta alla radio;doveva rinunciare, però, a seguirla dal vivo allo stadio per via della sua fobia nei confronti della folla." Articolo di Mario Parisi su http://storiadelnapoli.ilcannocchiale.it/2008/03/23/liliana_de_curtis_toto_era_un.html.

GLI ACRONIMI DI TOTO' parte 1

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- Commissario Gennaro di Sapio del Q.D.N. sezione C.N.F. (Questura di Napoli, Sezione "Cca nisciuno è Fesso!")... da I LADRI (1959) di Lucio Fulci

TOTO' DIXIT ("Io odio Totò, io amo Totò")

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Tra me, come sono nella vita reale, e Totò, come appare in palcoscenico, c'è una differenza abissale. Io odio la mia maschera che uso solo per servire il pubblico. Però, nello stesso tempo, sento che è una parte della mia anima. Non ho mai pensato, nemmeno per un attimo, di fare a meno di Totò. Mi è antipatico, è vero, ma gli sono anche grato, non una, ma cento volte. Prima di tutto perchè mi ha dato il successo e poi perchè, pur essendo in antitesi con Antonio De Curtis, mi aiuta ad essere veramente me stesso. Lo so, parlo a rebus, racconto una storia che sembra scritta da Pirandello. Ma questa è la mia storia. (da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton, 1996)

TOTO' DIXIT ("L'Umiltà")

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Ho composto varie poesie e per A'Livella ho pure vinto un Premio, ma non me ne vanto mai. Una persona che ostenta ciò che ha, non è più amata. La gente, giustamente, si stanca. (da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton, 1996)

TOTO' DIXIT ("Nascita di un Maestro della Risata")

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Prima nacque Antonio De Curtis e solo in un secondo momento vide la luce Totò. accadde in palcoscenico, nel periodo in cui facevo la Commedia dell'Arte per guadagnarmi, stentatamente, da vivere. Avevo una vecchia bombetta polverosa e una sera, preso dall'ispirazione, me la misi in testa. ebbene, la gente incominciò a sganasciarsi dalle risate. Quel villano che era in scena, sguaiato, pronto a strizzare l'occhio e a muoversi come un burattino, piaceva al pubblico. Lo chiamai Totò, il diminutivo di Antonio, che a Napoli è Totonno. (Da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton. 1996)

LE CANZONI DI TOTO' (Nun Si Na Femmena)

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NUN SI 'NA FEMMENA di (A.DeCurtis-Bonagura) 1951 Quanto sò belle sti manelle 'e fata quanto sò belle st'uocchie tuie curvine e chesta chioma nera e avvellutata pare na massa 'e file 'e seta fine. Gnernò, nun sì na femmena, tu sì na cesta 'e rose sì nu canisto 'e fravule addirose; Gnorsì, te l'aggia dicere ca 'nterra sì na stella tu sì na scarda 'e femmena, sì troppo bella, bella ojne'. 'A primma vota ca t'aggio 'ncuntrata nu lampo me sentette 'e venì 'mpietto e 'ncapa a mme penzaie mo chisto è stato 'o Pateterno a farme stu dispietto. Gnernò, nun sì na femmena, tu sì na meraviglia ma comm' 'a fatto mammeta sta figlia; Gnorsì, te l'aggia dicere ca sì na melodia tu sì 'a cchiù bella musica, d' 'a vita mia, spusate a mme. S'io fossi 'o presidente 'e na giuria, senza pensarce 'ncoppa t'eleggesse l'unica Miss 'e tutta 'a vita mia e forte dint' 'e b...