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VITTORIO DE SICA RICORDA TOTO'

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 Brano tratto da "Totò" di Franca Faldini e Goffredo Fofi (novembre 1987) presente su www.antoniodecurtis.com Totò è senz'altro una delle figure italiane più importanti che abbia conosciuto nella mia carriera e nella mia vita. Parlare della sua arte? Basta vedere il successo che ha avuto con i giovani di oggi, i ragazzi di quindici, diciotto anni che non lo conoscevano. Lui era veramente un clown, un grande clown, nel senso più nobile della parola, come oggi non ne esistono più: certe sue folli improwisazioni durante la recitazione erano geniali e insostituibili. Clown come lui ne nasce uno ogni cento anni.  Io avrei voluto Totò con me anche in un altro mio film dopo L'oro di Napoli : avrei voluto affidargli la parte che poi fece Fernandel nel Giudizio universale . Questo anche per un senso di giustizia nei sui confronti, perché ho sempre pensato che avrebbe avuto bisogno di uno sfogo internazionale che non aveva mai avuto. Quando L'oro di Napoli uscì in ...

UN RICORDO DI VITTORIO DE SICA

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Bastano i pochi film buoni che Totò ha fatto, tra i quali per esempio   Guardie e ladri  e il piccolo episodio ne  L'oro di Napoli  a metterne in risalto tutta la straordinaria bravura. Ma a parte l'artista ricordare l'uomo che era Totò mi riempie di commozione: era veramente un gran signore, generoso, anzi, genetosissimo. Arrivava al punto di uscire di casa con un bel po'di soldi in tasca per darli a chi ne aveva bisogno e comunque, a chi glieli chiedeva. Aveva la mania della nobiltà: il primo giorno che lavorai con lui gli domandai: " Devo chiamarla principe o Totò? " Ci pensò un attimo, poi mi rispose: " Mi chiami Totò ". Ma tutti gli altri dovevano chiamarlo principe, e lui da principe, quei principi di cui leggiamo nelle favole, si comportava con tutti e in ogni suo pur minimo gesto, pensiero, atteggiamento. (Frammento da "Totò" di Franca Faldini e Goffredo Fofi, presente su www.antoniodecurtis.com)

SERGIO CORBUCCI (regista de "I due Marescialli") RICORDA TOTO' E DE SICA

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La recitazione di Totò era molto spontanea, l'improvvisazione vi aveva una grande parte. Per dare il meglio, Totò aveva bisogno di un compagno con cui l'accordo fosse immediato, e che spesso lo seguiva di film in film. Nei Due marescialli per esempio, Totò recitava per la seconda volta con Vittorio De Sica. Al suo fianco quasi si esaltava, dimostrava il classico piacere del comico che sa di recitare capito e lo fa in modo eccezionale. Le sue doti naturali di improvvisazione, le sue straordinarie doti di comico, venivano messe in enorme risalto. Credo che questo avvenisse, in quel film, principalmente per la presenza di un partner molto importante. Totò diceva sempre: "Io posso far ridere, ma se ho vicino a me uno che fa ridere più di me, anch'io faccio ridere di più". Con De Sica ritrovava una verve nuova, e il senso di divertire un artista che oltre che essere un vecchio collega, un compagno napoletano, era nello stesso tempo un grande regista. Da parte sua c...