Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Principe

UN RICORDO DI CARLO CAMPANINI (a cura di Giuseppe Cozzolino)

Immagine
brano tratto da "Totò" di Orio Caldiron su www.antoniodecurtis.com Sono stato uno dei primi che ha avuto le confidenze di Totò a proposito delle sue ricerche araldiche. È stato durante la lavorazione del Ratto delle Sabine in cui faceva il guitto che moriva di fame e faceva andare per le lunghe le prove perché nel frattempo era mantenuto con tutta la compagnia. Nella recita Totò fa il re e mi ricordo che finché eravamo lì che provavamo m'ha detto: «A Carle', io qui faccio per scherzo ma lo sono veramente!». Io che non ero al corrente di nulla sono rimasto un po', lo guardavo e pensavo: «Sta raccontando una barzelletta». Dico: «Non ci credo». «Ma io sono veramente re», e il giorno dopo m'ha portato un malloppo di carte dell'ufficio della consulta araldica fiorentina e m'ha fatto vedere il papier secondo il quale era già barone.  Non ho mai avuto il coraggio di chiamarlo Principe, perché mi sembrava di pigliarlo in giro, «capisco domani in società ci te...

MEMORIE DI TOTO': Macario racconta... (a cura di Domenico Livigni)

Immagine
 Nel lontano 1927, una clausola contrattuale legava Macario a Isa Bluette. Proprio per questa ragione, il comico fu costretto a disimpegnarsi con la compagnia di Achille Maresca, con la quale aveva ottenuto successi nazionali con la Rivista  Madama Follia  di Ripp e Bel Ami. Il cavaliere Maresca accettò la sua decisione, però ad una condizione, bisognava trovare un degno sostituto! E fu allora che Macario, bazzicando tra i diversi teatri suburbani di Milano, ebbe il primo avvicinamento con il comico napoletano (Totò), adocchiando in lui una novità comica totalmente conturbante, sensazionale e incontrollabile. La sua presenza in scena era quasi snodata, al punto tale che i suoi lazzi, generati da inesauribili movimenti rotatori, sembravano tanti colpi di frusta, scagliati da un animoso domatore di circo. Un addomesticatore tendente a punzecchiare, per ottenere, come risultato rimbombante, ruggiti ridenti di un pubblico docile. Questa efficienza di lasciare e, nello stesso ...

MISERIA ARROGANTE E NOBILTA' UMILE (a cura di Antonio Cardellicchio)

Immagine
Il musicologo e politologo Antonio Cardellicchio ci racconta un suo personale approccio alla figura del Principe della Risata Bella la manifestazione inaugurale totoista del ciclo “Un Totò al Giorno”, a cura di Giuseppe Cozzolino, con la partecipazione di Elena Anticoli de Curtis e l’esperto Valerio Caprara. Qui l’attore Marcantonio Scaramuzza ha recitato con efficacia la famosa “A livella”. Spesso essa viene interpretata, nella sua ovvietà letterale, in chiave egualitaria, livellatrice. Invece mostra solo una sincera invettiva contro la prosopopea e l’arroganza dei titolati di turno. Quelli che oggi aumentano a dismisura arroganza e arbitrio lo fanno proprio in un abito ultra-egualitario e livellatore. Ma come si sa il nostro sublime artista vantava titoli principeschi molto altisonanti del tipo “Principe di Bisanzio”, “Duca di Cappadocia” etc, etc. sul più semplice fondamento di essere figlio riconosciuto di un piccolo nobile. Tale significativa “vanità”, certo non egualit...