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Visualizzazione dei post con l'etichetta Teatro

I Giganti della Commedia: il PULCINELLA applaudito a Roma! (a cura di Domenico Livigni).

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 Tanti furono (e sono tuttora) i fantasmi dell’Arte. Nomi che in un battibaleno si dissolsero nell’aria come fumo, carriere che precipitarono su un palcoscenico buio e abbandonato. Personaggi che in punta di piedi, quasi di nascosto, si affiancarono alle diverse sfolgoranti carriere dei protagonisti dello spettacolo italiano. Uno fra tutti, ad esempio, fu Francesco De Marco, un buon comico, discendente di quella dinastia di improvvisatori che mantennero viva la tradizione d’un teatro fatto di sollazzi e di battute schiette e popolari. A settant’anni dalla sua scomparsa poche sono le notizie che girano su di lui, sulla sua vita artistica e sui suoi successi. Un interprete “secondario” che, ai suoi tempi, era però considerato una celebrità, un divo dei teatri popolari: la maschera e il “coppolone” di Pulcinella per Francesco De Marco erano una cosa sola, materia viva, che per oltre quarant’anni portò più volte alla ribalta con grande successo. “Di Pulcinella aveva il fisico” - come s...

I Giganti della Commedia: Ricordando PAUL BERNARD (a cura di Domenico Livigni)

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  Recentemente, ho comprato questa locandina d'un vecchio cinema-teatro di Forlì, datata 1930. La locandina reca, oltre al titolo del film (il capolavoro del 1930, con Maria Korda e Milton Silss), il nome del protagonista dello spettacolo "in arte varia": Bernard. Un nome che ai più (e non solo) non suggerisce perfettamente niente, un comico che al primo impatto ci può sembrare "secondario", come la sua carriera e i suoi "clamorosi successi".  Invece, consultando la celeberrima e fondamentale opera di Silvio D'Amico, "L'enciclopedia dello spettacolo" (VOL. II, Casa editrice Le Maschere, 1954), trovo addirittura una pagina intera (354) a lui dedicata con tanto di foto (la stessa immagine usata nella locandina)... Paul Bernard (pseudonimo di Paolo Belfiore), attore italiano di varietà, nato a Garlasco (Pavia) il 14 agosto 1885. Cognato di Grock. Cominciò a recitare in filodrammatiche di Torino, studiando insieme canto per dedicarsi all...

Memorie di Totò: CIMELI D'ARTISTA (dalla Collezione di Domenico Livigni)

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    "Bada che ti mangio!" fu una rivista scritta da Totò e Michele Galdieri, allestita dalla compagnia “Spettacoli Errepi” (che presentò la Grande Compagnia Riviste Totò-Barzizza-Giusti). La prima si ebbe al Teatro Nuovo di Milano il 3 marzo 1949. Lo spettacolo, che costò ben cinquanta milioni, ebbe un grande successo di pubblico, alternando a fastosi quadri coreografici (molto in voga in quel periodo) lunghe scenette o monologhi di Totò; tra i tanti è da ricordare lo sketch del "Parrucchiere per signora". Nel testo, comparve per la prima volta la storica battuta “SIAMO UOMINI O CAPORALI?”.   "Bada che ti mangio!" venne rappresentata in uno dei momenti di maggior successo e di maggior lavoro del comico partenopeo; basti pensare che nel periodo della rappresentazione, Totò interpretò ben 13 film. Dopo questa rivista, tuttavia, il Principe decise di dedicarsi principalmente al cinema, concludendo di fatto il ciclo della "grande rivista", con un...

I Giganti della Commedia: BENIAMINO MAGGIO (a cura di Domenico Livigni)

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 Pochi erano i trucchi di una comicità sana e schietta che, fin dalle sue origini greche e latine, aveva saputo creare personaggi e maschere indelebili. Un umorismo nel quale bastava un lieve cenno, uno sguardo, una parola, perché lo spettatore comprendesse la farsa e la spontaneità delle cose rappresentate davanti ai suoi occhi. Beniamino Maggio, figlio di una numerosa famiglianata sulle tavole del palcoscenico, era a conoscenza di tutti questi segreti dell’Arte, come interprete e, in certi casi, anche come autore. Beniamino era il comico perfetto, aveva il cosiddetto “physique du rôle” del mimo, ma anche del funambolo, del buffone scatenato e dell’acrobata.  E fu proprio con un gioco acrobatico che, all’età di 13 anni, si ruppe una gamba e da allora fu costretto a portare una protesi di cuoio. Oggi, a trent’anni dalla sua scomparsa, ricordiamo con nostalgia un certo modo di concepire e fare il teatro, un teatro che si basava principalmente sull’abilità mimica, sull’espressiv...

I Giganti Della Commedia: VITTORIO GASSMAN (a cura di Roberta Verde)

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  Diamo il via ad una nuova Rubrica, a cura di Domenico Livigni e Roberta Verde dedicata agli altri straordinari protagonisti della Commedia Italiana, tra Teatro, Cinema e Televisione. ------- “Recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. È una specie di schizofrenia.”  Un mattatore monumentale: questo era Vittorio Gassman di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita, avvenuta a Genova il 1° settembre del 1922. Un attore versatile, magnetico, affascinante, uno dei pilastri della commedia italiana degli anni Sessanta. Artista poliedrico, ha spaziato in tutti i campi artistici, partendo dal teatro con il debutto nel 1943 a Milano, passando per il cinema e approdando in televisione, dove ha partecipato a numerose trasmissioni e caroselli. Una fama la sua che cresce in fretta, grazie soprattutto al suo aspetto da divinità greca: Vittorio Gassman è un uomo alto, prestante, affascinante, vigoroso, altero...

TOTO' DIXIT ("Io odio Totò, io amo Totò")

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Tra me, come sono nella vita reale, e Totò, come appare in palcoscenico, c'è una differenza abissale. Io odio la mia maschera che uso solo per servire il pubblico. Però, nello stesso tempo, sento che è una parte della mia anima. Non ho mai pensato, nemmeno per un attimo, di fare a meno di Totò. Mi è antipatico, è vero, ma gli sono anche grato, non una, ma cento volte. Prima di tutto perchè mi ha dato il successo e poi perchè, pur essendo in antitesi con Antonio De Curtis, mi aiuta ad essere veramente me stesso. Lo so, parlo a rebus, racconto una storia che sembra scritta da Pirandello. Ma questa è la mia storia. (da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton, 1996)

TOTO' DIXIT ("L'Umiltà")

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Ho composto varie poesie e per A'Livella ho pure vinto un Premio, ma non me ne vanto mai. Una persona che ostenta ciò che ha, non è più amata. La gente, giustamente, si stanca. (da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton, 1996)

TOTO' DIXIT ("Nascita di un Maestro della Risata")

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Prima nacque Antonio De Curtis e solo in un secondo momento vide la luce Totò. accadde in palcoscenico, nel periodo in cui facevo la Commedia dell'Arte per guadagnarmi, stentatamente, da vivere. Avevo una vecchia bombetta polverosa e una sera, preso dall'ispirazione, me la misi in testa. ebbene, la gente incominciò a sganasciarsi dalle risate. Quel villano che era in scena, sguaiato, pronto a strizzare l'occhio e a muoversi come un burattino, piaceva al pubblico. Lo chiamai Totò, il diminutivo di Antonio, che a Napoli è Totonno. (Da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton. 1996)

TOTO' DIXIT ("La Generosità")

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La gavetta, caratterizzata dalla fame spartita con gli amici, mi ha insegnato a praticare costantemente l'umiltà e ad aiutare, se posso, le persone, e anche gli animali, meno fortunati di me. (Da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton. 1996)