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IN MORTE DI TOTO' (di Nino Taranto)

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(I funerali di Totò ebbero luogo il 15 aprile 1967. Toccò a Nino Taranto, una delle sue  ‘spalle'  più apprezzate , pronunciare l’orazione funebre per il Principe della Risata durante le esequie a Napoli.)  Amico mio questo non e' un monologo, ma un dialogo perche' sono certo che mi senti e mi rispondi. La tua voce e' nel mio cuore, nel cuore di questa Napoli che e' venuta a salutarti, a dirti grazie perche' l'hai onorata. Perche' non l'hai dimenticata mai, perchè sei riuscito dal palcoscenico della tua vita a scrollarle di dosso quella cappa di malinconia che l'avvolge.  Tu amico hai fatto sorridere la tua città, sei stato grande, le hai dato la gioia, la felicità, l'allegria di un'ora, di un giorno, tutte cose di cui Napoli ha tanto bisogno. I tuoi napoletani, il tuo pubblico e' qui. Ha voluto che il suo Toto' facesse a Napoli l'ultimo "esaurito" della sua carriera e tu, tu maestro del buonumore, questa volta...

IL REGISTA LUCIO FULCI RICORDA TOTO' (Parte 1)

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Il brano che segue e' tratto da "Totò" di Franca Faldini e Goffredo Fofi (novembre 1987) presente su www.antoniodecurtis.com Più che di Ponti: Totò a colori, bisognerebbe parlare di Ferrania: Totò a colori. Fu fatto infatti coi soldi della Ferrania, che pagò la pellicola del primo film italiano a colori a scopo promozionale. I primi giorni venne un ingegnere della Ferrania a dirci: " Guardate, le lenzuola devono essere azzurre, i riflettori devono stare là sopra ", tant'è vero che fu il famoso giorno in cui la parrucca di Totò cominciò a fumare. " Ma come mai le lenzuola devono essere azzurre? ", noi " Non vi preccupate, vedrete ", lui. E infatti in proiezione le lenzuola vennero azzurre. Nello sketch del vagone letto, io dovevo fare uno dello scompartimento accanto, che batte contro la parete perché non vuol sentire rumori. In realtà, io dovevo battere quando mi accorgevo che Totò allungava troppo certe cose, perché non si ricor...

GIULIA RUBINI RACCONTA TOTO'

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Signora Rubini, ci racconta come avvenne l'incontro con Totò? Ero molto emozionata, avevo solo venti anni. Fui convocata in un ufficio per essere presentata a Totò e ai produttori del film. Mi diede subito l'impressione di una persona severa, autorevole, imponente, di poche parole e altrettanti pochi sorrisi. Ero intimorita dal suo sguardo penetrante, attento, vigile. Lui capì che ero emozionata, quasi impietrita. Mi fece tante domande e poi mi disse: "Questo non è un grande ruolo, ma tu e Gabriele sembrate una bella coppia". Com'era l'atmosfera sul set insieme a Totò? Era allegra, un continuo scoppiare dal ridere. Una volta le mie colleghe e io siamo state sgridate da Totò perché con le nostre risate dietro le quinte infastidimmo un ciak. Ma lui era irresistibile quando recitava, cambiava le battute all'ultimo momento, era impossibile tenerci dentro le emozioni. Noi lo amavamo perché in scena era fantastico, ma quando le luci dei riflettori si speg...

I SUPERPOTERI DI TOTO' ! (di Giuseppe Cozzolino - Parte 2)

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Continua l’elenco delle facoltà sovrumane del supereroe Totò… Ha lo sputacchio che non perdona (in Totò a Colori) Una volta per ricordarsi dove stava di casa fece un nodo ad un lampione (in Un Turco Napoletano) Con quattro pedalate supera tutti (in Totò al Giro d'Italia) Ha inventato lui la Danza del Ventre (in Un Turco Napoletano) Ha la forza nei capelli come Sansiro, Sansone, Santa Babila! (in Totò le Mokò) La notte parla con Kim Novak! (in Totò, Peppino e le Fanatiche) E' un Maestro di "Moseca"... (In Totò Le Mokò, Totò a Colori, Rita la figlia americana) La Guerra l'ha dichiarata lui (ne I Due Orfanelli) Si trasforma in un cammello tripolitano (ne La Vergine di Tripoli) Come fa il manichino lui... (ne I Pompieri di Viggiù, Totò a Parigi) Va e viene dall'Altro Mondo che è un piacere! (in Totò all'Inferno, 47 Morto che parla) Tutti lo vogliono, tutti lo cercano! (in Figaro qui Figaro là)  

TOTO' DIXIT ("La Generosità")

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La gavetta, caratterizzata dalla fame spartita con gli amici, mi ha insegnato a praticare costantemente l'umiltà e ad aiutare, se posso, le persone, e anche gli animali, meno fortunati di me. (Da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton. 1996)