SCOMPARSA DI UN AMICO... (a cura di Domenico Livigni)
( Il nostro Collaboratore Domenico Livigni rievoca la reazione di Macario alla notizia della morte di Totò ) 15 aprile 1967. In una provincia del Nord Italia d’un sabato mattina, la compagnia di Erminio Macario si preparava ad un debutto sotto il controllo e la sorveglianza del suo capocomico, sempre pronto a correggere un passo falso o sfacciato. Bastava capire un suo dissapore dall’increspamento della fronte, una fronte spaziosa e a volte liscia che poteva incutere timore e soggezione nei confronti dei suoi artisti e tecnici. Ma la sera, in scena, quella sagoma minuta e severa, lentamente si lasciava sbriciolare dai suoi dissensi e rancori umani, per poi pittarsi addosso un’immagine flessuosa, cristallina e sorniona. Una coppia comica da rivalutare Uno sguardo allo specchio, un po’ di cipria e di matita per gli occhi, per nascondere i tratti e i lineamenti austeri dell’uomo, e una spalmata di brillantina, veloce e mossa, per poi far scivolare come una goccia di sudore...