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LE "METEORE" DI TOTO': Lino Robi (a cura di Giuseppe Cozzolino)

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Nino Robi (o Roby) era l'odioso "mezzo cognato" che battagliava con Totò nello spassosissimo "L'Imperatore di Capri". Partecipò anche a capolavori come "Carosello Napoletano" (1954) di Ettore Giannini e "Ho fatto Splash" (1980) di Maurizio Nichetti. In televisione partecipò a celebri sceneggiati come "Gamma" (1975) di Salvatore Nocita.  Di seguito, un ricordo riportato sul Blog di Isabella Bossi Fedrigotti de "Il Corriere della Sera" (Martedì 3 Aprile 2018): Lino Robi era un attore. Non un divo del cinema, aveva fatto più che altro particine, la cosa di cui andava più fiero era "I giganti della montagna", con Strehler, nella parte del nano Quaqueo. Già, il nostro era un nano. Viveva nel quartiere ove abitavo da ragazza, solo, in compagnia di un vecchio cane fedele. Era molto riservato, di poche parole ma sempre gentile. Nel quartiere tutti gli volevano bene, ma chissà se se ne è reso conto. Una volta che mio ...

MEMORIE DI TOTO': San Giovanni Decollato e la "piattata" (a cura di Domenico Livigni)

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Il produttore Liborio Capitani, dopo aver intuito il talento di Macario (per il quale finanziò due film, Il pirata sono io! e Non me lo dire! ), confidò sull’avvenire cinematografico dell’attore partenopeo, che proveniva da due rilevanti sconfitte. La scelta, in verità, cadde su Totò per volere della sorte. Capitani, estimatore di Angelo Musco, produsse ben sette pellicole dell’attore catanese e acquistò i diritti della commedia San Giovanni decollato di Nino Martoglio, per un probabile ottavo film. Soggetto che Musco avevo già portato in scena, sia a teatro che al cinema, diventandone il massimo interprete. Ma la scomparsa improvvisa dell’attore, avvenuta il 6 ottobre del 1937, ribaltò tale disegno, bloccando l’avvio del film e intavolando anche approcci di ricerca, per scovare un altro fuoriclasse degno di Musco. La commedia di Martoglio rimase ferma sulla scrivania di Capitani per tre anni, fino a quando il produttore, dopo aver girato piccoli e grandi teatri di avanspettacolo,...

TOTÒ E IL CINEMA COMICO COME PONTE FRA ORIENTE ED OCCIDENTE (di Giuseppe Cozzolino)

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Sostenere che il Cinema sia in grado di gettare ponti fra culture differenti, distanti fra loro interi continenti, può risultare alquanto elementare. Cogliamo l’esempio del nostro Paese: dai tempi di registi come Dino Risi e Mario Monicelli, la Commedia all’Italiana ha rappresentato uno specchio straordinario delle trasformazioni/contraddizioni della complessa realtà socio-culturale, dal Boom economico alla Depressione di questi ultimi anni. Una forma di narrazione più efficace e diretta di tanti pur autorevoli manuali di storia, adottati nelle nostre scuole ed università. Se poi ci concentriamo su quel tipo di commedia che gli americani hanno definito “slapstick” [1] basata sul linguaggio del corpo e strutturato in Gag (Sketch) tanto semplici quanto efficaci, allora evochiamo un linguaggio mimico universale per tipologie di pubblico assai distanti fra loro (Oriente ed Occidente). Soprattutto un inno quasi anarchico alla libertà ed alla vita che trascende le comuni leggi del socia...

IL MIO PRIMO TOTO' (di Ciro Borrelli)

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Inauguriamo oggi questa Rubrica dedicata al primo ricordo o pellicola totoista dei nostri Followers e Sostenitori. Cominciamo con il ricordo del Totoista DOC Ciro Borrelli. Il primo ricordo che ho di Totò è insieme a Peppino De Filippo. Rivedo un’immagine sfuocata, lontana, in cui sono entrambi seduti su di carro; Totò guida, Peppino gli è accanto. Cantano a squarciagola come due monelli che marinano la scuola, poi Totò ferma il carro dinanzi ad una casa isolata, fa segno a Peppino di dare un’occhiata, poi quest’ultimo tira fuori un sasso dalla tasca e con mira perfetta centra in pieno una finestra. Avrete senz’altro capito che si tratta del film Totò, Peppino e la malafemmina di Camillo Mastrocinque, girato nel 1956. La pellicola che ha consacrato i due mostri sacri...

TOTO' E' VIVO... E LOTTA INSIEME A NOI !!!

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Totò non è un Museo. Totò non è un Mausoleo. Totò non è un'Acquasantiera. Totò è Eterno. Totò è Complesso. Totò è Ovunque. Totò combatte il Conformismo del Reale. Totò è un'Icona Pop degna di Andy Warhol. Quando un giovane attore imita Totò, non indignatevi. Quando si accosta Totò al Calcio, al Fumetto, ai nuovi Linguaggi Multimediali, non sorprendetevi nè dispiacetevi. Perchè Totò è vivo. Forse più di voi.

SERGIO CORBUCCI (regista de "I due Marescialli") RICORDA TOTO' E DE SICA

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La recitazione di Totò era molto spontanea, l'improvvisazione vi aveva una grande parte. Per dare il meglio, Totò aveva bisogno di un compagno con cui l'accordo fosse immediato, e che spesso lo seguiva di film in film. Nei Due marescialli per esempio, Totò recitava per la seconda volta con Vittorio De Sica. Al suo fianco quasi si esaltava, dimostrava il classico piacere del comico che sa di recitare capito e lo fa in modo eccezionale. Le sue doti naturali di improvvisazione, le sue straordinarie doti di comico, venivano messe in enorme risalto. Credo che questo avvenisse, in quel film, principalmente per la presenza di un partner molto importante. Totò diceva sempre: "Io posso far ridere, ma se ho vicino a me uno che fa ridere più di me, anch'io faccio ridere di più". Con De Sica ritrovava una verve nuova, e il senso di divertire un artista che oltre che essere un vecchio collega, un compagno napoletano, era nello stesso tempo un grande regista. Da parte sua c...

TOTO' DIXIT ("Io odio Totò, io amo Totò")

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Tra me, come sono nella vita reale, e Totò, come appare in palcoscenico, c'è una differenza abissale. Io odio la mia maschera che uso solo per servire il pubblico. Però, nello stesso tempo, sento che è una parte della mia anima. Non ho mai pensato, nemmeno per un attimo, di fare a meno di Totò. Mi è antipatico, è vero, ma gli sono anche grato, non una, ma cento volte. Prima di tutto perchè mi ha dato il successo e poi perchè, pur essendo in antitesi con Antonio De Curtis, mi aiuta ad essere veramente me stesso. Lo so, parlo a rebus, racconto una storia che sembra scritta da Pirandello. Ma questa è la mia storia. (da "Siamo Uomini o Caporali", Newton Compton, 1996)